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martedì 29 aprile 2014

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore_Luis Sepulveda


Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Luis Sepulveda
1989
(ed. Tea maggio 2011)
traduzione: Ilide Carmignani




“Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l'antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia.”



“Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” è la storia di Antonio Josè Bolivar, che vive ai margini della foresta amazzonica.
Questo romanzo, che è un capolavoro, ha due grandi temi conduttori: l’amore per la natura e l’amore per la lettura.
Lo stile è scorrevolissimo, e l’autore riesce a illustrare senza strappi le vicende della vita del protagonista in tempi e luoghi diversi, anche precedenti alla sua vita nella foresta, dal suo matrimonio, alla morte della moglie, alle visite del dentista alla comunità della foresta (divertentissima è la descrizione dell’estrazione dei denti)… Sarà proprio il dentista ad introdurre Antonio nel magico mondo della lettura. Tutto è narrato con naturalezza ed il lettore viene preso per mano e condotto dal narratore.
Quando Antonio scopre il mondo dei libri può viaggiare in luoghi ed epoche che non ha mai conosciuto, senza spostarsi. Fantastica è la descrizione della città di Venezia.
Per quanto riguarda il rapporto con la natura, è una tematica ricorrente nella narrativa di Luis Sepulveda, la necessità del rispetto per la natura, per le foreste e per gli animali. La natura è selvaggia e si ribella solo se maltrattata. In questo libro molto commovente è la vicenda del “tigrillo” e del rapporto fra l’animale e il protagonista. La lealtà che si ritrova nel mondo animale raramente la si ritrova nella razza umana. Se non vogliamo rispettare la natura per amore, o per civiltà almeno potremmo farlo per convenienza, perché non si ritorca contro di noi. Questo è il messaggio.
Un libro scorrevole, che si legge in poco tempo e che regala molta azione e molte emozioni.
copyright Miriam Caputo


ed. Guanda



mercoledì 16 aprile 2014

Lavori in corso_ work in progress



Sto eseguendo lavori di ristrutturazione sul blog, per quanto riguarda la grafica, non i contenuti. Infatti potete tranquillamente continuare a leggermi tramite i link sulla destra, il menù in alto, e tramite l'archivio, sempre a destra. Anche se talvolta non vi compariranno le foto, per problemi di blogger che sto cercando di risolvere ( o meglio io le vedo, ma dall'esterno non si vedono sempre) le recensioni, gli articoli, e i contenuti ci sono tutti.

A presto, e buona Pasqua a tutti 

Miriam C.




mercoledì 9 aprile 2014

Inés dell'anima mia_Isabel Allende




Inés dell'anima mia
Isabel Allende
Feltrinelli editore
sesta edizione ottobre 2013

traduzione: Elena Liverani 



Non sono mai stata un’amante della storia, specialmente per come me la facevano studiare al liceo, mi era ostica, al contrario della filosofia. Forse anche per questo motivo per molti anni le mie letture si sono sempre orientate verso le storie inventate, e non verso i romanzi storici. Fortunatamente nell’ultimo anno sto dando un’inversione a questa tendenza, specialmente quando a raccontare la storia è una penna sapiente come quella di Isabel Allende.
Inés Suarez, nasce all’inizio del cinquecento in Spagna, figlia di un artigiano, umile ricamatrice, parte per il nuovo mondo alla ricerca del marito Juan, che l’aveva abbandonata, per cercare fortuna



FRASI
"...non credevo all'esistenza di una città d'oro, dalle acque incantate che donavano l'eterna giovinezza, o di amazzoni che se la spassavano con gli uomini, per poi congedarli carichi di gioielli, ma sospettavo che là ci fosse qualcosa di ancor più prezioso: la LIbertà. Nel Nuovo Mondo ognuno era padrone di se stesso, non ci si doveva chinare davanti a nessuno, si poteva commettere errori e cominciare di nuovo, essere una persona diversa, vivere un'altra vita. Là nessuno doveva sopportare il disonore e perfino il più umile poteva arrivare in alto" 



"Avremmo potuto imbatterci in chiesa, magari la sua mano sfiorò la mia nell' acquasantiera e i nostri sguardi si incrociarono senza riconoscerci. Né quel vigoroso soldato, segnato dalle esperienze, né io, una piccola ricamatrice, potevamo immaginare cosa il destino avesse in serbo per noi"


"Non ho avuto colpe, se non quella di essere una donna, ma pare che ciò sia già di per sé un crimine. Noi donne veniamo accusate della lussuria degli uomini, ma il peccato non è forse di chi lo commette? Perché dovrei pagare io per gli errori degli altri?" 


"Un uomo fa quel che può, una donna quello che lui non può"



"Nel corso della vita abbelliamo alcuni ricordi e cerchiamo di dimenticarne altri"



"Ho perlomeno settant'anni come ho detto ben vissuti, ma la mia anima e il mio cuore, ancora imbrigliati in spiragli di gioventù si domandano cosa diavolo sia successo al corpo. Quando mi guardo nello specchio d'argento, il primo regalo di Rodrigo per le nozze, non riconosco la nonnina coronata da capelli bianchi che a sua volta mi guarda. Ma chi è questa, che si burla della vera Inés?"