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lunedì 24 febbraio 2014

Libri e cinema


Sull'onda del post "se dico cinema" mi sono sentita ispirata a creare una nuova rubrica, "Libri e cinema". Quello che fino ad ora era solo un tag, da me creato, diventerà qui uno spazio dedicato ai libri, racconti o romanzi, che sono diventati film, o viceversa, film ispirati a romanzi, o entrambi, in un confronto parallelo.
(...si accettano suggerimenti...)
Ho già avuto modo di scrivere che per me l'arte è unica, non esiste una forma inferiore e una superiore, ma solo forme complementari.
Prima di tutto per me viene la letteratura, e la danza (non per altro sono la prima, unica e originale "Danzatrice delle parole"), ma anche il teatro, il cinema, le arti visive sono le mie passioni privilegiate.

Comincerò con due soli articoli, che sono già stati pubblicati, e arricchirò questa rubrica con il tempo il più possibile....




Io e te_ Niccolò Ammaniti
2010
Einaudi editore
p.104
















È già più di un anno che ho letto questo libro, e, ammetto, l’idea di una recensione è nata sull’onda dei numerosi film che vengono tratti dai libri, in questo momento (ad esempio anche il famosissimo “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini).  
Premesso che il film del famoso regista Bernardo Bertolucci non sono riuscita, purtroppo, a vederlo, perché è stato trasmesso nelle sale per una settimana o poco più. Inoltre, pur essendo la sottoscritta anche una cinefila, oltre che libro-dipendente, il confronto Libro/Film secondo me è quasi sempre, se non sempre, vinto dal libro. Così è stato per “Non ti muovere” della Mazzantini, come anche “Come Dio comanda” dello stesso Ammaniti.







C’è anche un’altra premessa da fare, Nicolò Ammaniti è il mio scrittore preferito, adoro la sua narrazione diretta, e credo che i suoi libri oltre che divorabili ti entrino dentro per sempre.
Questo romanzo, come molti di quelli ammanitiani, ha per protagonista un adolescente.
Lorenzo, 14 anni, si ritrova a trascorrere una vacanza nello scantinato, per sua scelta, di nascosto dai genitori, e per paura di affrontare il mondo esterno, la famiglia, gli amici, la scuola. Sarà Olivia, ragazza piena di problemi, a scuoterlo per sempre da questo torpore.
Pur avendo per protagonista un adolescente, non può essere certo definito un romanzo semplicemente adolescenziale, né può pensarsi neanche lontanamente che possa trattarsi di uno di quei libri in cui le emozioni sono costruite a tavolino, in maniera calcata, per motivi commerciali. Al contrario,  Io e te è un romanzo molto umano, molto diretto, come è nello stile di Ammaniti, limpido e sincero, seppur crudo. Così vengono descritti i mostri che tutti affrontiamo nella crescita adolescenziale e nella vita. Emerge inoltre un messaggio molto bello, relativamente alla protagonista femminile: la concezione che chiunque, anche chi all’apparenza, e non solo, possa essere giudicato un essere inutile, debole, uno scarto della società, risulti invece essere fondamentale per la vita di qualcun altro. E questo è un messaggio molto profondo, a mio modesto parere. Un libro senz’altro da leggere, come tutti quelli dell’autore. È breve, si legge in fretta ma resta a lungo dentro, lascia il segno.


Questa recensione è già apparsa su La libreria immaginaria nel Novembre 2012





Treno di notte per Lisbona



Sono andata al cinema per caso, perché il tempo era uggioso, non mi sentivo di fare altro. Abito in una cittadina di provincia, Ivrea, dove non ci sono i multi-sala e spesso mi devo accontentare di vedere quello che c'è...

...E mi sono ritrovata di fronte ad uno dei più bei film che io abbia mai visto in vita mia!


Profondissimo nella sua semplicità, scandaglia viaggiando nel tempo e nello spazio delle tematiche universali e lo fa in maniera non banale: la Vita e la Morte, l'eternità, la dimensione del  tempo, l'Amore, l'amicizia il significato degli Incontri (è soprattutto questo che mi ha colpita) sia fra persone, sia con gli oggetti e il significato simbolico che li accompagna...un libro che passa di mano in mano, non è un semplice libro ma è molto di più, ha un'anima.

Il protagonista (interpretato da Jeremy Irons) è un professore di latino greco ed ebraico, insonne, insoddisfatto della sua vita, una mattina come tante incontra su un ponte una ragazza che sta per tentare il suicidio, la salva, la porta in classe con sé. La ragazza scappa nuovamente lasciandogli un cappotto rosso, una copia di un libro di un autore portoghese e due biglietti di treno per Lisbona.

Il professore lascia tutto, prende il treno, legge il libro, nei cui pensieri ed interrogativi profondi si riconosce (era quello che si era sempre chiesto nella vita) e indaga sulla vita dell'autore:  Amadeo De Prado, un medico, che aveva partecipato alla resistenza contro il regime di Salazar.
In questa ricerca, incontra sia i protagonisti di questa storia del passato, quelli sopravvissuti, ma fa anche degli incontri nuovi.

Le immagini di Lisbona sono bellissime e sono accompagnate da frasi molto poetiche tratte dal libro, toccanti ma non smielate.
Un film commovente, di quelli che ti "ripuliscono dentro".
Gli attori sono tutti bravissimi, interpretano in modo naturale e vero.

Il continuo oscillare tra passato e presente mi ha ricordato "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek, altro bellissimo film, che annovero fra i miei preferiti.
La figura della sorella del medico (che è poi colei che ha pubblicato i suoi scritti postumi) mi ha inquietata parecchio, ricordandomi la governante di "Rebecca la prima moglie" di Alfred Hitchcock.
Nonostante queste similitudini, il film non perde comunque di originalità e di caratteristiche sue proprie e "positive". Le similitudini sono solo delle associazioni di idee e di emozioni, che è mia abitudine fare.

Il film è tratto dal libro omonimo dello scrittore-filosofo Pascal Mercier, che mi propongo di cercare e leggere presto, e che spero mi dia le stesse emozioni.

















Colazione da Tiffany_Truman Capote
Garzanti 2014
traduzione: Bruno Tasso
p. 128



"La più bella storia d’amore di tutti i tempi", recita la fascetta in sovra-coperta. In copertina la divina Audrey Hepburn, che indossa il tubino nero più famoso di tutta la storia dello spettacolo. In quarta di copertina: “da questo libro il film vincitore di 2 premi oscar con Audrey Hepburn e Mickey Rooney”.
Non giudicare il libro dalla sua copertina” Sono d’accordo, ma in questo caso non si può fare a meno se non di giudicare, almeno di partire dalla copertina, che rimanda ad uno dei film più belli della storia del Cinema.
Lasciamo un attimo da parte il film, e concentriamoci sul libro, nella versione italiana edito da Garzanti.







copyright Miriam Caputo

immagini tratte dal web

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