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venerdì 28 febbraio 2014

Rosso Istanbul_Ferzan Ozpetek







Rosso Istanbul_Ferzan Ozpetek
Libri Mondadori 
collana: strade blu
novembre 2013
p.120


Rosso Istanbul è il primo romanzo del regista turco Ferzan Ozpetek, edito da Mondadori.
Faccio una premessa. Io adoro i film di Ozpetek  (in particolare “La finestra di fronte”) per la capacità che hanno di emozionare, per la voglia che ti lasciano di rivederli, senza stancare, perché i personaggi li senti molto “vicini”. Mi piace avere sempre gli occhi aperti verso il mondo e il regista turco ha questa capacità di apertura nel tempo e nello spazio, e, elemento fondamentale, all’interno delle persone.
A pochi giorni dall’uscita del suo ultimo film “allacciate le cinture” mi sembra giusto celebrarlo anche come scrittore.
“Rosso Istanbul” in parte è un libro autobiografico, perché narra di un regista che torna a Istanbul e ricorda le vicende della sua famiglia, della madre in particolare, la bellissima donna in copertina, che ama laccarsi le unghie di rosso, del padre, misteriosamente scomparso e ricomparso, delle zie, e del primo amore, contrastato e sofferto. Ma anche le sofferenze a distanza di tempo si tingono di dolcezza. All’interno della narrazione accade qualcosa che porta il regista a trattenersi più del previsto.
In parte racconta la storia di un'altra donna, Anna, che si reca a Istanbul per un viaggio di piacere. Il regista e Anna si intravedono sull’aereo senza conoscersi, uno di quegli incontri furtivi che accadono migliaia di volte nella vita. Le due vite e le due narrazioni si separano, per poi convergere nel finale. La vacanza di Anna prende una piega completamente diversa da ciò che era previsto, perché accade qualcosa che le fa crollare tutte le sue “presunte” certezze e la mette di fronte a un bivio. Anche questo può accadere nella vita, no?
Ecco ancora una volta la capacità dello scrittore, del regista, dell’Artista di raccontare vicende universali, di essere reale ed umano.
Rosso Istanbul è un viaggio, attraverso i sapori gli odori e i colori del mediterraneo. Rosso come i tramonti e rosso come le unghie della mamma. È un viaggio nel passato e nei ricordi del regista. È un viaggio all’interno di se stessi per tutti.
Rosso Istanbul è una poesia in prosa, emozionante e sensibile come la sua penna.

© Miriam Caputo


"L'amore non fa differenze. Io ho conosciuto moschee e ho conosciuto chiese. Ho amato uomini e amato donne. O forse ho semplicemente amato i ribelli, chi prova a camminare a testa alta"




Istambul, Moschea blu (immagine tratta dal web)







martedì 25 febbraio 2014

Colazione da Tiffany_Truman Capote

                                                                                                                                       

Colazione da Tiffany_Truman Capote
Garzanti 2014
traduzione: Bruno Tasso
p. 128


"La più bella storia d’amore di tutti i tempi", recita la fascetta in sovra-coperta. In copertina la divina Audrey Hepburn, che indossa il tubino nero più famoso di tutta la storia dello spettacolo. In quarta di copertina: “da questo libro il film vincitore di 2 premi oscar con Audrey Hepburn e Mickey Rooney”.
Non giudicare il libro dalla sua copertina” Sono d’accordo, ma in questo caso non si può fare a meno se non di giudicare, almeno di partire dalla copertina, che rimanda ad uno dei film più belli della storia del Cinema.
Lasciamo un attimo da parte il film, e concentriamoci sul libro, nella versione italiana edito da Garzanti.
La prima cosa che mi ha colpito è proprio il carattere della scrittura, sembra quello di una macchina da scrivere, e infatti il protagonista è uno scrittore.
Anche a me piacerebbe che il mio libro venisse stampato con questo carattere. Posso sognare ogni tanto o è proibito?
Chiusa parentesi.
Il protagonista è uno scrittore, dicevamo, o meglio aspirante scrittore, ma poco cambia quanto alla naturale attitudine ad osservare, ed è con questo occhio che avviene la narrazione. Il romanzo è ambientato circa negli anni quaranta, il film almeno vent’anni dopo.
Nel suo primo appartamento newyorkese incontra lei: Holly Golightly, un personaggio straordinario, un misto di innocenza e ingenuità, sensualità, generosità, paura, solitudine, scanzonatezza e tristezza. Sono proprio questi contrasti a farne un personaggio straordinario, reale, umano, emozionante e poetico.



Holly, cover girl, attrice cinematografica mancata, vive alla giornata, in una casa disordinata, con un gatto senza nome, fra feste, corteggiatori, visite a Sally Tomato ( un gangster della mafia, che soggiorna nel carcere di Sing Sing) ... Alterna momenti scanzonati a momenti di estrema tristezza, le cosiddette “paturnie”. Infatti, dietro alla bellezza, all’apparente allegria, si cela un triste passato di fuga ed abbandoni. Unico rimedio alle paturnie della ragazza è la visita a “Tiffany”, posto magico.

Se riuscissi a trovare un posto vero e concreto dove abitare che mi desse le medesime sensazioni di Tiffany, allora comprerei un po’ di mobili e darei un nome al gatto ” da qui il titolo del libro, e del film.

Tiffany è l’unico posto al mondo che le toglie questa sensazione di precarietà, che riesce a riempire il vuoto interiore .

“La malinconia viene perché si diventa grassi, o perché piove da troppo tempo.  Si è tristi, ecco tutto. Ma le paturnie sono orribili. Si ha paura, si suda maledettamente, ma non si sa di cosa si ha paura. Si sa che sta per capitarci qualcosa di brutto, ma non si sa che cosa. Avete mai provato niente di simile?...
Mi sono accorta che per stare meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da Tiffany. È una cosa che mi calma subito, quel silenzio e quell’aria superba: non ci può capitare niente di brutto lì dentro, non con quei cortesi signori vestiti così bene, con quel simpatico odore d’argento e di portafogli di coccodrillo”.

Quante di noi donne “sensibili” ci identifichiamo con lei? E quante avrebbero voluto incontrare un personaggio come il nostro scrittore, che lei chiama “Fred” perché le ricorda suo fratello?
Fred riesce a starle vicino con pazienza e con amore, sopportando le sue inquietudini e le sue paure, fra momenti di vicinanza e di distacco, non l’abbandona mai. Non mancano anche a lui le sue inquietudini, tipiche dello scrittore che cerca di farsi pubblicare (eh come lo capisco) ma la prima persona a cui comunica che un suo racconto è stato pubblicato è proprio lei: Holly.

Anche Holly vorrebbe amare, ma ha paura, è insicura. Non si può amare una creatura selvatica, più le si vuol bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo”

È proprio per la capacità che ha di emozionarci e di farci identificare che non posso non consigliare di leggere questo libro, oltre che per la possibilità di fare il raffronto con il Film.
Un film che mi commuove sempre, sin dall’inizio. Solitamente un film fa piangere nel mezzo e nel finale. Questo film a me fa piangere di commozione sin dall’inizio, quando parte la musica di Henry Mancini, un inizio che è già malinconico, e mi commuove sempre sia che lo guardi in dvd, sia quando l’ho visto al Cinema a San Valentino restaurato in 4d.







Rispetto al libro ci sono un bel po’ di differenze di trama, nel libro ci sono dei personaggi in più, la coinquilina di Holly, e dei personaggi in meno, l’arredatrice di “Fred”.
Nel libro il personaggio dell’arredatrice non c’è, ma l’inquietudine (anche economica) dello scrittore esordiente  è resa benissimo e mi ha permesso di identificarmi in molte sensazioni ( e se era difficile allora farsi pubblicare, immaginiamoci in questo momento in cui tutti vogliono fare gli scrittori!).
Il finale è diverso, ma non vi dico come. Anche Holly fisicamente è diversa, nel libro è bionda con gli occhi azzurri. Nonostante le differenze la capacità di farci identificare nei personaggi e di emozionarci è identica, e lo è anche la straordinarietà dei personaggi, l’atemporalità, l’umanità e la poesia.

Copyright Miriam Caputo




le immagini sono tratte dal web

lunedì 24 febbraio 2014

Libri e cinema


Sull'onda del post "se dico cinema" mi sono sentita ispirata a creare una nuova rubrica, "Libri e cinema". Quello che fino ad ora era solo un tag, da me creato, diventerà qui uno spazio dedicato ai libri, racconti o romanzi, che sono diventati film, o viceversa, film ispirati a romanzi, o entrambi, in un confronto parallelo.
(...si accettano suggerimenti...)
Ho già avuto modo di scrivere che per me l'arte è unica, non esiste una forma inferiore e una superiore, ma solo forme complementari.
Prima di tutto per me viene la letteratura, e la danza (non per altro sono la prima, unica e originale "Danzatrice delle parole"), ma anche il teatro, il cinema, le arti visive sono le mie passioni privilegiate.

Comincerò con due soli articoli, che sono già stati pubblicati, e arricchirò questa rubrica con il tempo il più possibile....




Io e te_ Niccolò Ammaniti
2010
Einaudi editore
p.104
















È già più di un anno che ho letto questo libro, e, ammetto, l’idea di una recensione è nata sull’onda dei numerosi film che vengono tratti dai libri, in questo momento (ad esempio anche il famosissimo “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini).  
Premesso che il film del famoso regista Bernardo Bertolucci non sono riuscita, purtroppo, a vederlo, perché è stato trasmesso nelle sale per una settimana o poco più. Inoltre, pur essendo la sottoscritta anche una cinefila, oltre che libro-dipendente, il confronto Libro/Film secondo me è quasi sempre, se non sempre, vinto dal libro. Così è stato per “Non ti muovere” della Mazzantini, come anche “Come Dio comanda” dello stesso Ammaniti.







C’è anche un’altra premessa da fare, Nicolò Ammaniti è il mio scrittore preferito, adoro la sua narrazione diretta, e credo che i suoi libri oltre che divorabili ti entrino dentro per sempre.
Questo romanzo, come molti di quelli ammanitiani, ha per protagonista un adolescente.
Lorenzo, 14 anni, si ritrova a trascorrere una vacanza nello scantinato, per sua scelta, di nascosto dai genitori, e per paura di affrontare il mondo esterno, la famiglia, gli amici, la scuola. Sarà Olivia, ragazza piena di problemi, a scuoterlo per sempre da questo torpore.
Pur avendo per protagonista un adolescente, non può essere certo definito un romanzo semplicemente adolescenziale, né può pensarsi neanche lontanamente che possa trattarsi di uno di quei libri in cui le emozioni sono costruite a tavolino, in maniera calcata, per motivi commerciali. Al contrario,  Io e te è un romanzo molto umano, molto diretto, come è nello stile di Ammaniti, limpido e sincero, seppur crudo. Così vengono descritti i mostri che tutti affrontiamo nella crescita adolescenziale e nella vita. Emerge inoltre un messaggio molto bello, relativamente alla protagonista femminile: la concezione che chiunque, anche chi all’apparenza, e non solo, possa essere giudicato un essere inutile, debole, uno scarto della società, risulti invece essere fondamentale per la vita di qualcun altro. E questo è un messaggio molto profondo, a mio modesto parere. Un libro senz’altro da leggere, come tutti quelli dell’autore. È breve, si legge in fretta ma resta a lungo dentro, lascia il segno.


Questa recensione è già apparsa su La libreria immaginaria nel Novembre 2012





Treno di notte per Lisbona



Sono andata al cinema per caso, perché il tempo era uggioso, non mi sentivo di fare altro. Abito in una cittadina di provincia, Ivrea, dove non ci sono i multi-sala e spesso mi devo accontentare di vedere quello che c'è...

...E mi sono ritrovata di fronte ad uno dei più bei film che io abbia mai visto in vita mia!


Profondissimo nella sua semplicità, scandaglia viaggiando nel tempo e nello spazio delle tematiche universali e lo fa in maniera non banale: la Vita e la Morte, l'eternità, la dimensione del  tempo, l'Amore, l'amicizia il significato degli Incontri (è soprattutto questo che mi ha colpita) sia fra persone, sia con gli oggetti e il significato simbolico che li accompagna...un libro che passa di mano in mano, non è un semplice libro ma è molto di più, ha un'anima.

Il protagonista (interpretato da Jeremy Irons) è un professore di latino greco ed ebraico, insonne, insoddisfatto della sua vita, una mattina come tante incontra su un ponte una ragazza che sta per tentare il suicidio, la salva, la porta in classe con sé. La ragazza scappa nuovamente lasciandogli un cappotto rosso, una copia di un libro di un autore portoghese e due biglietti di treno per Lisbona.

Il professore lascia tutto, prende il treno, legge il libro, nei cui pensieri ed interrogativi profondi si riconosce (era quello che si era sempre chiesto nella vita) e indaga sulla vita dell'autore:  Amadeo De Prado, un medico, che aveva partecipato alla resistenza contro il regime di Salazar.
In questa ricerca, incontra sia i protagonisti di questa storia del passato, quelli sopravvissuti, ma fa anche degli incontri nuovi.

Le immagini di Lisbona sono bellissime e sono accompagnate da frasi molto poetiche tratte dal libro, toccanti ma non smielate.
Un film commovente, di quelli che ti "ripuliscono dentro".
Gli attori sono tutti bravissimi, interpretano in modo naturale e vero.

Il continuo oscillare tra passato e presente mi ha ricordato "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek, altro bellissimo film, che annovero fra i miei preferiti.
La figura della sorella del medico (che è poi colei che ha pubblicato i suoi scritti postumi) mi ha inquietata parecchio, ricordandomi la governante di "Rebecca la prima moglie" di Alfred Hitchcock.
Nonostante queste similitudini, il film non perde comunque di originalità e di caratteristiche sue proprie e "positive". Le similitudini sono solo delle associazioni di idee e di emozioni, che è mia abitudine fare.

Il film è tratto dal libro omonimo dello scrittore-filosofo Pascal Mercier, che mi propongo di cercare e leggere presto, e che spero mi dia le stesse emozioni.

















Colazione da Tiffany_Truman Capote
Garzanti 2014
traduzione: Bruno Tasso
p. 128



"La più bella storia d’amore di tutti i tempi", recita la fascetta in sovra-coperta. In copertina la divina Audrey Hepburn, che indossa il tubino nero più famoso di tutta la storia dello spettacolo. In quarta di copertina: “da questo libro il film vincitore di 2 premi oscar con Audrey Hepburn e Mickey Rooney”.
Non giudicare il libro dalla sua copertina” Sono d’accordo, ma in questo caso non si può fare a meno se non di giudicare, almeno di partire dalla copertina, che rimanda ad uno dei film più belli della storia del Cinema.
Lasciamo un attimo da parte il film, e concentriamoci sul libro, nella versione italiana edito da Garzanti.







copyright Miriam Caputo

immagini tratte dal web

domenica 16 febbraio 2014

Se dico cinema




Questo post nasce da un’iniziativa della blogger Valentina Orsini di “criticissimamente” blog dedicato al cinema, curato con una passione tale, che è un piacere leggerlo.

Se dico cinema... (bando ufficiale)
Ne parliamo tutti i giorni, fracassando le balle a mezzo mondo, non per forza cinefilo. Ci scanniamo, difendiamo i nostri eroi, dando vita a discussioni che...manco Freud. Ma alla fine nessuno ancora ha spiegato un dettaglio, il più complesso forse. 'Sto cinema, ma che sarà mai? Cosa significa. Cosa vi dà. Cosa rappresenta. 
Dunque, "Se dico cinema..."


Ho accolto volentieri l’iniziativa

 Faccio una piccola breve premessa. Su questo blog si parla principalmente di libri, il mio e quelli di altri, soprattutto mi piace condividere le mie esperienze di lettura, ma questo non deve essere assolutamente un limite. Io l’arte la amo tutta, in primis la letteratura e poi la danza, ma anche il cinema ha un posto privilegiato ed è una delle mie grandi passioni. Non mi piace vedere in contrapposizione libri e cinema, qualche volta è capitato che il film non fosse all’ altezza del libro, ma è capitato anche il contrario, oppure che fossero entrambi meravigliosi. Non mi piace vedere il libro come più profondo e il film come più superficiale, ma riesco a vederli solo come due forme diverse di opere d’arte, se fatti bene, complementari semmai, proprio perché l’arte e la creatività sono uniche. E a parere mio l’arte è proprio l’unico momento in cui l’essere umano dà il meglio di sé.

Se dico cinema…
Penso a tutte le epoche in cui avrei voluto vivere, ai personaggi che avrei voluto essere, da Charlie Chaplin e alla sua meravigliosa espressività, al suo mondo magico, malinconico e quanto mai attuale, alle dive del cinema muto, come Mary Pickwick, alla quale dicono che io assomigli…

Penso alle dive degli anni ’50, Rita Haiworth, Audrey Hepburn, Gilda, Sabrina, Holly e alle sue “paturnie” che sono anche mie…Mi sento più vicina a loro e ai loro personaggi che alle mie coetanee, per la mia gentilezza oramai “anacronistica” e mi sento quanto mai una ragazza d’altri tempi e inadeguata oggi.

Se dico cinema, penso ai film di Federico Fellini, al sogno, al suo genio, e all’onore che ci ha dato nel mondo e mi viene da piangere.

Se dico cinema penso ad Alfred Hitchcock, al brivido, alla doccia, agli uccelli, alle vertigini della “donna che visse due volte” e penso a quante volte me li sono visti e rivisti e mi viene nostalgia perché è da un bel po’ che non li rivedo…

Se dico al cinema penso a Roma, e si apre tutto un capitolo della mia vita.


Se dico cinema penso tutte le volte in cui nella mia vita una situazione o un luogo mi hanno fatto pensare a un film, a una scena, a una battuta e per l’ennesima volta mi sono isolata dal mondo a sognare.



© Miriam Caputo






Federico Fellini e Marcello Mastroianni sul set di "Otto e mezzo"










lunedì 10 febbraio 2014

San Valentino, idee regalo "librose"

"Si amavano quei due, si regalavano libri" (Erri De Luca).



Stiamo per entrare nella settimana più romantica dell'anno, a quanto pare.

Ve lo dico chiaramente: personalmente le feste come la festa della donna, della mamma del papà, della zia (no forse questa non c'è), e chi più ne ha più ne metta, non mi sono mai andate tanto a genio.
Per il semplice motivo che mi piace lottare come donna tutto l'anno, amare ed essere amata tutto l'anno e di mia mamma e di mio papà mi ricordo sempre, e anche delle zie. Pertanto non mi piace la manipolazione dei sentimenti a fini commerciali.

Tranquilli la mia vena polemica si esaurisce qui (forse)

 Se proprio commercio deve essere almeno lo sia di cose buone, belle e giuste, di libri e di parole.

Regalare un libro è sempre un dono speciale e poi è anche una buona azione non solo per chi lo riceve, ma anche per aiutare la crisi dell'editoria, che da anni soffre.
Approfitto di questo spazio per segnalare che la detrazione fiscale di cui avevo accennato tempo fa in questo blog è stata revocata fino a data da destinarsi. Niente più aiuti ai librai, niente detrazioni fiscali per i lettori, solo buoni spesa per gli studenti .
Ma proprio perché ci troviamo in un triste e buio frangente storico, non dobbiamo scoraggiarci e anzi reagire comprando, regalando libri e soprattutto leggendoli

I miei consigli di lettura sono semplici: un classico, le mie due ultime letture (delle quali seguirà appena possibile anche una vera e propria recensione) e un libro che contiene in sé, come le matrioske, un altro regalo molto molto speciale.




Il classico che vi suggerisco di regalare è Cime tempestose, che qui vi presento nella edizione della Feltrinelli, ma che trovate edito da tutte le case editrici, dalla Einaudi, alla Mondadori, ai classici della Garzanti. Si trova online a  9.50 euro ma vi consiglio di fare un salto in libreria, perché risulterebbe un regalo più accurato; non che io disdegni le tecnologie, anzi sono il mio pane quotidiano, ma perché avreste donato qualcosa di voi di molto prezioso: il vostro tempo.
Inoltre vale sempre la pena di fare un salto in libreria, sia le catene come la Feltrinelli e la Mondadori, che stanno applicando sconti del 25%, sia le librerie indipendenti.

Il romanzo di Emily Bronte non ha bisogno di molte presentazioni e tutti o prima o poi lo abbiamo letto e dobbiamo leggerlo e rileggerlo per il valore letterario, per l'ambientazione, la brughiera dello Yorkshire, ma soprattutto per la storia d'amore, fra Catherine 
ed Heachcliff, che supera le classi sociali, e supera perfino la morte. Oltre al tema dell'amore sono analizzati i temi connessi della gelosia, della passione bruciante fino a sfociare nel desiderio di vendetta.



Rosso Instambul _Ferzan Ozpetek
Mondadori editore

Il primo libro del regista turco, che ci ha regalato tante emozioni con i suoi film. Io lo adoro, e non potevo non leggere il suo libro. Sono affezionata a tutti i suoi film in particolare a "La finestra di fronte" e questo libro mi ha confermato la sua grandezza e sensibilità. In parte è un libro autobiografico, perché narra di un regista che torna a Instambul e ricorda le vicende della sua famiglia, della madre in particolare, la bellissima donna in copertina. In parte racconta la storia di un'altra donna, Anna, in viaggio a Instambul, ove la sua vita prende un bivio. Le due storie nel finale convergeranno.

Regalando questo libro regalerete un viaggio fra i profumi, i sapori, l'atmosfera  e la magia di Instambul.




Il linguaggio segreto dei fiori_ Vanesssa Diffenbaugh
Garzanti

Un romanzo che è un best-seller ed un caso letterario, per il grande successo che ha riscosso, tanto che Garzanti ha deciso di farne una nuova edizione a Novembre 2013, che troverete a 9,90 euro, prezzo che è già di per se un dono.

Narra la storia di Victoria, una ragazza che ha subito ripetute vicende di abbandono e che quindi ha paura del mondo, dei rapporti umani, del contatto fisico e si sente a suo agio solo in mezzo ai fiori e alle piante, che risultano la sua unica e privilegiata forma di comunicazione. 
Un romanzo molto femminile, ma può leggerlo chiunque. Non è principalmente una storia d'amore ma è una storia di rinascita, perché è solo quando impariamo ad amare noi stessi che possiamo donarci anche agli altri e siamo pronti per l'Amore.

Le quattro copertine del libro con i quattro fiori e il loro significato. A me è capitata la rosa: eleganza.


Infine l'ultimo consiglio è per un romanzo pensate del 1958, dal quale è stato tratto uno dei film più romantici e più belli (non c'è termine più banale per descrivere tanta immensità) di tutta la storia del cinema. Ora io sono di parte, adoro i film di quell'epoca, adoro le dive del passato e adoro Audrey Hepburn per la sua classe, la sua eleganza innata, la sua bravura. Sono una persona molto solare, eppure ho questo lato malinconico che mi fa rimpiangere di non essere nata in altre epoche, ed in alcuni momenti della mia vita mi sono identificata con il personaggio di Holly e le sue "paturnie"

La versione che vi propongo del romanzo è quella edita da Garzanti





è un'edizione speciale perché questo libro non è solo un libro, ma è uno scrigno, che contiene la possibilità di avere una riduzione sul biglietto d'ingresso al cinema, il giorno di San Valentino, per la proiezione di "Colazione da Tiffany" restaurata in 4d.
Solo ed esclusivamente il giorno di San Valentino, 14 febbraio 2014 nelle sale qui elencate

La promozione (come leggo sul sito di Garzanti libri) è valida solo per le sale che aderiranno all'iniziativa, ma l'occasione di poter rivedere un film del 1961 nelle nostre sale è davvero unica.


© Miriam Caputo












le foto sono tratte dal web