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sabato 30 marzo 2013

Buona Pasqua dalla ragazza dagli occhi grandi

Auguri a tutti

ci vediamo presto con tante sorprese e cose carine ...

stay tuned.........................



Momento poesia


Er cane


Che cane buffo! E' dove l'hai trovato?
Er vecchio me rispose: E' brutto assai,
ma nun me lascia mai: s'è affezionato...
nun è de razza, è vero,
ma m'è fedele e basta.
Io nun faccio questioni de colore:
l'azzioni bone e belle
vengheno su dar core
sotto qualunque pelle.
(TRILUSSA)



giovedì 28 marzo 2013

Tip tap dance e desiderio di leggerezza


"The artist"


"Nonostante nell’immaginario collettivo il tip tap sia sicuramente collegato a qualcosa di bello, nonostante piaccia quasi a tutti, evocando immagini suggestive, collegate  ai celebri musical  americani, non è  sicuramente fra le discipline di danza più praticate, almeno nel nostro bel paese.
Quando si pensa al tip tap si pensa a Ginger Rogers e a Fred Astaire , e al loro volteggiare con leggerezza, alla piccola Shirley Temple, e a “Singing in the Rain” il famosissimo musical avente come oggetto il passaggio dal cinema muto al cinema sonoro. Infine più recentemente si può citare la  “fila” dorata di Micheal Duglas in “Chorus Line”.
Tutti sono innamorati della leggerezza, e per fortuna, tuttavia è raro che entrando in una scuola di danza, o in una palestra (nelle quali è l’esigenza di numeri a farla da padrona) si trovi facilmente attivato un corso di tap dance.
..." (© Miriam Caputo, tutti i diritti riservati)

continua a leggere su ...viviconstile.it















mercoledì 27 marzo 2013

Giornata mondiale del teatro

Il 27 marzo si celebra la giornata mondiale del teatro, istituita a Vienna nel 1961, durante il IX congresso mondiale dell'Istituto internazionale del Teatro. 
Ogni anno, dal 1962 ad oggi, una personalità del mondo del teatro, è chiamata a esprimersi sul mondo del Teatro e sulla Pace fra i popoli.
Quest'anno toccherà al premio Nobel Dario Fo.



"Alla diffusione del messaggio internazionale vengono ad aggiungersi numerosi avvenimenti, dalla manifestazione quasi intima fino alla grande celebrazione popolare. Ecco alcuni esempi: lettura del messaggio nei teatri il 27 marzo; festival di teatro internazionale e nazionale il giorno stesso o intorno al 27 marzo; rappresentazioni eccezionali, simposi e tavole rotonde sul teatro; giornata "porte aperte" ed inaugurazione di nuovi teatri; redazione di messaggi nazionali; articoli nella stampa sul teatro e sul messaggio internazionale; trasmissioni di radio e di televisione sul teatro; programmazione eccezionale di opere drammatiche alla radio e alla televisione; giornata di entrata libera o distribuzione gratuita di biglietti di teatro; conferenze di eminenti personalità nazionali; balli popolari, kermesse, feste, sfilate, teatri imbandierati; manifesti speciali, edizione di un francobollo speciale; rappresentazioni e collette in favore degli organismi di beneficenza nel campo del teatro".(cit. http://www.giornatamondialedelteatro.it/)


Posso dire che mi sento coinvolta in prima persona perché il mondo del teatro ha fatto e fa parte della mia vita.
Non ci sono parole migliori che quelle del Maestro Eduardo De Filippo per celebrare questo momento da parte mia:
"Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male". (Eduardo De Filippo)





martedì 26 marzo 2013

Vivere richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(Pablo Neruda)

lunedì 25 marzo 2013

Antonio Tabucchi

La vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare... un po' qua e un po' là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l'altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori col dito, degli andirivieni, sentieri che non portano da nessuna parte, e dai e dai, stai lì a tracciare andirivieni, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme... e poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più a fare ghirigori, sulla sabbia c'è un tracciato strano, un disegno senza logica e senza costrutto, e ti viene un sospetto, che il senso di tutta quella roba lì erano i ghirigori.

Antonio Tabucchi, morto un anno fa a Lisbona






domenica 24 marzo 2013

Pulp


Pulp è l’ultimo romanzo di Charles Bukowski, scritto durante la sua malattia e pubblicato postumo. È sicuramente uno dei libri migliori che io abbia mai letto: umano, lucido, scorrevole, profondo nella sua semplicità, nonostante il titolo, che letteralmente andrebbe tradotto “pasticcio”.

Il protagonista, Nick Belane, è un detective, “il più dritto detective di Los Angeles”, si sente un fallito, ha tre matrimoni alle spalle, è alcolizzato, si trascina dal suo ufficio a un bar, a un altro bar, agli inseguimenti e appostamenti, al bar, all’ufficio, raramente a casa. Ha la possibilità di riscattarsi verso se stesso seguendo una serie di indagini, un marito tradito, un uomo perseguitato da un’ aliena, cui si aggiungono una serie di ricerche, che si vanno a intrecciare con le altre, commissionate da una cliente molto particolare, la signora “Morte”. Non a caso il libro è stato scritto durante la malattia dell’autore. 

continua a leggere su La libreria immaginaria



mercoledì 20 marzo 2013

20 marzo 2013 prima giornata internazionale della felicità

Sorridi sempre anche quando sei triste
perche' non si sa mai chi si potrebbe innamorare del tuo sorriso

(Gabriel Garcia Marquez)




20 marzo 2013 prima giornata internazionale della felicità, indetta dalle Nazioni Unite

venerdì 15 marzo 2013

IO e TE Niccolò Ammaniti


È già più di un anno che ho letto questo libro, e, ammetto, l’idea di una recensione è nata sull’onda dei numerosi film che vengono tratti dai libri, in questo momento (ad esempio anche il famosissimo “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini).
Premetto che il film del regista Bernardo Bertolucci non sono riuscita, purtroppo, a vederlo, perché è stato trasmesso nelle sale per una settimana o poco più. Inoltre, pur essendo la sottoscritta anche una cinefila, oltre che libro-dipendente, il confronto Libro/Film secondo me è quasi sempre, se non sempre, vinto dal libro. Così è stato per “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini, come anche per “Come Dio comanda” dello stesso Ammaniti.
C’è anche un’altra premessa da fare, Nicolò Ammaniti è il mio scrittore preferito, adoro la sua narrazione diretta, e credo che i suoi libri, oltre che divorabili, ti entrino dentro per sempre.


Continua a leggere qui




mercoledì 13 marzo 2013

VALORE_ Erri DELUCA

MOMENTO DEDICATO ALLA POESIA

e che poesia ...


Valore



Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello 
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto

(ERRI DELUCA)  





martedì 12 marzo 2013

Recensione a metà


Oggi  voglio fare una cosa particolare: iniziare a parlare di un libro che non ho ancora concluso.
Ovviamente è una cosa che non si fa, ma a me piace fare le cose che non si fanno!

Nelle mie ultime letture si allarga sempre di più il divario fra i libri che divoro in un lampo e i libri che trascino.
Fra i primi posso citare tutti i libri di Niccolò Ammaniti, “Non ti muovere” di M. Mazzantini, “Tre volte l’alba” , “Seta”, “Mr Gwyn” di A. Baricco, “Pulp” di Charles Bukowski, “Il cacciatore di aquiloni” di khaled Hosseini. Fra i secondi, “Il corpo umano” di Paolo Giordano, “Oceano-mare” di  Alessandro Baricco, “venuto al mondo” di M.Mazzantini.
Premesso che entrambi gli elenchi sono solo esemplificativi e non esaustivi, voglio precisare che per me “divorare in un lampo” non ha un connotato di lettura veloce, e superficiale, anzi ha un connotato positivo, di scorrevolezza e di semplicità. Lo scrittore semplice è anche “diretto”  ha una dote tale da far passare al lettore messaggi ed emozioni  in maniera trasparente.
 La velocità nella lettura (nulla esclude che il libro possa essere riletto) per me ha qualcosa di affine alla passione bruciante, all’ impatto emotivo, al restare svegli la notte senza riuscire a dormire per finire il libro.
Questo divario talvolta dipende - ma non sempre- dall’autore (ad esempio su Baricco e  sulla Mazzantini sono divisa), talvolta dipende dai personaggi che possono starmi  antipatici. Non dipende sicuramente  dalla lunghezza o dalla traduzione, perché ho divorato anche “Il cacciatore di aquiloni” lungo e tradotto.
Una cosa è certa: ogni qual volta mi si dipinge un libro come meraviglioso da parte di molte persone, anche persone fidate (nel senso di accaniti lettori/lettrici) a me non piace.  Ogni qual volta un personaggio piace a tutti a me non piace. Probabilmente lo carico di aspettative e mi attendo quell’ eccezionalità, quel lampo di genio, che appartiene a poche opere, e, spostando la prospettiva, quello che è un “buon libro” io faccio difficoltà a finirlo.
Mi sta accadendo con “Il gioco dell’angelo” di Carlos Ruiz Zafòn in questo momento. Mi è stato detto “bellissimo” “meraviglioso”. A tratti effettivamente è bello e coinvolgente, ci sono delle frasi molto poetiche ( ve ne riporterò alcune, data anche la mia passione per le citazioni e gli aforismi) ma io lo trovo “diluito” e prevedibile. Si è capito chi è l’angelo, si è capito che la storia dell’editore sta  a mezz’asta fra realtà e immaginazione, probabilmente quella dello stesso protagonista, si è capito che è una lotta del protagonista con sé stesso. Anche il secondo personaggio femminile, quando era stato preannunciato avevo capito chi era. Insomma il tanto amato Zafòn la tira troppo per le lunghe. E anche il linguaggio a tratti è pesante, non le singole parole ma la composizione delle stesse, è arzigogolata (potrebbe essere la traduzione) e non giova alla tanto agognata “semplicità” a quella dote che abbatte le barriere fra scrittore e lettore, che permette di trasmettere messaggi difficili in maniera immediata e diretta e lascia spazio alle emozioni.
 Sono tentata di lasciarlo lì (magari per leggere Bukowski) e riprenderlo fra un po’ , ma credo che invece lo finirò. Non mi piace cominciare una cosa e non finirla (i libri che ho citato sopra e che non mi sono piaciuti, li ho letti tutti, tranne “Venuto al mondo” credo di essere stata l’unica). Penso che per criticare assolutamente bisogna conoscere e questa recensione a metà è una cosa divertente e fuori dalle righe che ho voluto fare, ma eccezionale. Inoltre, per quanto testarda io sia, da buon toro, posso sempre  lasciarmi il privilegio di cambiare idea.

Nell’attesa di una recensione ufficiale, vi lascio con alcune frasi del libro di Zafòn che mi hanno colpita:





"Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta, che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell'istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ormai ha un prezzo".


"Cos' e' la verita' emotiva? E' la sincerita' all'interno della finzione" 


" Sa quale e' il bello dei cuori infranti? Che si possono rompere davvero solo una volta, il resto sono solo graffi."






domenica 10 marzo 2013

Letteratura sudamericana_ Marcela Serrano


Dieci Donne _ Marcela Serrano ed. Feltrinelli

9 donne + una Natascha, la psicanalalista, si raccontano. L'ambientazione è proprio lo studio della psicananlista, ove si alternano storie diverse, dalla ragazza madre, alla lesbica, all'attrice in pensione, che rimpiange le glorie e gli amori passati, alla giornalista famosa, alla moglie di un desaparecidos.Donne completamente diverse per carattere ed estrazione, denudano la propria anima, raccontando le proprie vite, le proprie debolezze ed incertezze. Racconti che possono essere letti anche separatamente ma che hanno un filo conduttore comune.

Questo libro ha qualcosa di uno spettacolo che feci a teatro un pò di anni fa, dove recitavo un monologo di Arnold Wesker, davanti a uno psicanalista, uomo... Lì eravamo tutte donne tranne uno, eravamo anche lì forti e deboli allo stesso tempo...è un'altra storia forse, ma è la riprova che in ogni libro c'è sempre un pezzetto di noi (© Miriam Caputo)



Marcela Serrano- Il tempo di Blanca. Ed. Feltrinelli

Libro molto particolare, che mi è stato consigliato da un amico. Una scrittrice molto sottovalutata, che descrive una fantastica storia d'amore fra una donna ricca, di quelle che hanno avuto, all'apparenza, tutto dalla vita e un uomo che invece dalla vita è stato massacrato. La storia è raccontata a ritroso dalla protagonista, dopo che è stata colpita da una terribile malattia, il finale è strano, le emozioni sono descritte mirabilmente, scavando, come piace a me (© Miriam Caputo)



La frase che mi è piaciuta di più: 
"Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza. Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava. Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto"


sabato 9 marzo 2013

Eventi

Per chi è della capitale segnalo due eventi culturali, diversi fra loro, entrambi molto interessanti


BIBLIOTECA CENTRALE DI ROMA

Dalle collezioni della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma una mostra dedicata ai principali autori di fumetti:Guido Crepax, Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Francesco Tullio-Altan, Tiziano Sclavi.
Cinque autori italiani per cominciare a parlare di questa particolare forma di letteratura così come è ormai considerata da tutta la critica letteraria, cinque autori che non vogliono rappresentare una graduatoria ma solo una prima selezione del posseduto della Biblioteca, e la promessa di continuare a parlare di fumetti anche oltre questa manifestazione.

Inaugurazione
12 marzo 2013 ore 17.00 

Durata della mostra: 13 marzo - 11 maggio 2013

Orario di apertura della mostra
lunedì - venerdì 10.00 - 18.00
sabato 10.00 - 13.00






Palazzo delle esposizioni di Roma (unica tappa italiana)
La fotografia di Helmut Newton
inaugurata ieri, fino al 21 luglio 2013





















venerdì 8 marzo 2013

Il silenzio dell'onda-Gianrico Carofiglio

Il silenzio dell'onda-Gianrico Carofiglio

Rizzoli, 2011



Libro molto particolare, riesce ad emozionare anche se il tipo di scrittura è freddo e distaccato, come è nello stile
dell'autore.

 Si sente che è scritto da un ex magistrato, così come si sentiva in "Non esiste saggezza", una raccolta di racconti, e in "La manomissione delle parole" che è addirittura un saggio. Anche nei racconti e nei romanzi l'autore è scientifico ed obiettivo, ma questo non significa che non scandagli molto bene la psicologia dei personaggi e non descriva e trasmetta emozioni, pur non essendo "carnale". Inoltre, in questo caso emozionante è la storia in sé e fa riflettere non poco.Un ex appartenente alle forze dell'ordine è momentaneamente sospeso per problemi di "salute" e frequenta lo studio di uno psicologo, così ripercorre la sua storia e la sua vita e incontra persone nuove, anch'esse con problemi. Le vicende e le vite si intrecciano. Talvolta è doveroso ripercorrere il passato e i fantasmi dello stesso per poter affrontare il futuro, talvolta gli incontri del presente possono aiutarci reciprocamente ad affrontare i nostri fantasmi e le nostre paure.

Molto toccante la scena in cui il protagonista prende un taxi di notte e il taxista gli fa notare le bellezze della città, Roma, in cui egli vive e che non aveva mai notato. Nel leggere mi sono immedesimata e mi sembrava di essere dentro un film degli anni '50. Il significato che vuole trasmettere l'autore, secondo me, è che la bellezza ci passa sotto gli occhi tutti i giorni e noi non ce ne rendiamo neanche conto, presi da mille problemi e da fantasmi che ci perseguitano.

© Miriam Caputo



8 marzo significato originario

RICORDIAMO IL VERO MOTIVO PER CUI SI FESTEGGIA L'8 MARZO

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all'ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.
Migliaia di persone presero parte ai funerali delle operaie.


cit. dal web









giovedì 7 marzo 2013

Anna Magnani l'IMMENSA nasceva il 7 marzo 1908

I tempi felici sono brevi. A sommarne gli attimi in una vita non fanno una settimana. Eppure la vita e' bella lo stesso ( Anna Magnani)


mercoledì 6 marzo 2013

Il 6 marzo 1927, nasceva Gabriel García Márquez, premio nobel per la letteratura


In quella Macondo dimenticata perfino dagli uccelli, dove la polvere e il caldo si erano fatti così tenaci che si faceva fatica a respirare, reclusi dalla solitudine e dall'amore e dalla solitudine dell'amore in una casa dove era quasi impossibile dormire per il baccano delle formiche rosse, Aureliano e Amaranta Ursula erano gli unici esseri felici, e i più felici sulla terra.

(Cent'anni di solitudine)